Il passaggio da una medicina centrata esclusivamente sulla malattia, ad una centrata sul paziente nasce con i lavori di M. Balint (1957) che sostiene il ruolo centrale della relazione medico-paziente che può essere di per sé terapeutica.
Nel 1972 la diabetologa Leona Miller pubblica un articolo dove introduce un programma di educazione terapeutica nel campo del diabete. Nasce una grande sfida per gli operatori sanitari, integrare nella pratica medica la pedagogia e la psicologia.
G.L. Engel, nel 1980, introduce il concetto di modello bio-psico-sociale affermando una maggiore complessità della malattia che supera il tradizionale riduzionismo del modello biomedico.
Nel 1998 l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l'Educazione Terapeutica: “...consiste nell’aiutare il paziente e la sua famiglia a comprendere la malattia ed il trattamento, a collaborare alle cure, a farsi carico del proprio stato di salute ed a conservare e migliorare la propria qualità di vita".
In Europa l'Educazione Terapeutica nasce grazie a Jean Philippe Assal fondatore e, fino a pochi
anni fa, direttore della Divisione di Educazione Terapeutica dell’Ospedale universitario cantonale di Ginevra.
